Esperienze

L'incontro alla fontana
C'è una fresca sorgente a pochi passi dalla "Maison des Chamois" di Valle Stretta. Gli alpinisti ed i turisti di passaggio vi sostano volentieri, per dissetarsi prima di affrontare gli ultimi 1000 metri di ascesa verso la splendida vetta del Thabor, non molto distante da Bardonecchia ma in territorio francese. Quattro anni or sono, nel mese di luglio, mi accadde un incontro emblematico…

Anche allora ero ai "Campi", con un numeroso gruppo di ragazzi, e mi trovavo sulla soglia del rifugio, quando arrivò alla fontana una frotta di enfants, accompagnata da un giovane prete francese: Renè, diocesi di Versailles. Come mi è solito, mi accostai offrendo loro qualche supporto o consiglio per la salita ai 3187 metri del Monte. Era molto giovane, quel pretino… "Sono stato ordinato a giugno!", mi precisò cordialmente. Aggiunse poi: "Je suis du Séminaire de Pape, le Foyer Sacerdotale Jean-Paul II d'Ars" ("Sono del seminario del Papa, il Foyer Sacerdotale Giovanni Paolo II di Ars"). Era la prima volta che udivo di questo seminario del Papa… La cosa mi incuriosì ed egli incominciò a narrarmi una storia incredibile: ragazzi che arrivavano da tutta la Francia per offrire la vita a Cristo, per diventare sacerdoti al servizio della Comunità, secondo la profezia di Giovanni Paolo II, nonostante il perdurare dell'inverno delle vocazioni. Notizia che mi fece trasecolare, commuovere e, soprattutto, mi instillò il desiderio di saperne di più… Di andare ad Ars per constatare di persona…

Il Curato d'Ars
La curiosità suscitatami l'ho soddisfatta negli ultimi due giorni di agosto '99. Un turno di giovani, per esigenze di "ritorno al lavoro" di alcuni di essi, si concluse un paio di giorni prima del previsto. Mi rammaricai un po', poiché si trattava di uno stupendo gruppo di fidanzatini dai 20 ai 25 anni, e avrei desiderato che non finisse mai: nonostante gli anni, continuo ad incantarmi degli spettacoli che il cuore offre, come accade ai ragazzi di questo mondo. Mi trovai dunque con due giornate vuote; in mente mi balenò subito l'idea: Ars, il seminario del Papa!

Paolo, il volontario di turno, accettò di scorrazzarmi per 700 km, tanti sono per l'andata e ritorno. All'alba del mattino seguente partimmo. A mezzogiorno eravamo già nel piccolo villaggio del Santo Curato, a 50 km oltre Lione, direzione Mâcon-Parigi. Jean Marie Vianney (1786-1859) fu un prete sul quale i reverendissimi superiori ecclesiastici si rifiutarono di scommettere, perché "indietro negli studi" e "lento nell'apprendere", tanto che venne ordinato sacerdote all'età di 28 anni, invece dei 21-22 com'era uso agli inizi dell'Ottocento. Mandato inizialmente come vi-cario in un piccolo villaggio, dopo tre anni fu nominato curato di un pugno di famigliole povere, abitanti le quindici casupole della parrocchia di Ars, diocesi di Belley. Vi resterà per 41 anni, fino alla morte. Passerà il suo tempo adorando l'Eucarestia, confessando e predicando la strada che conduce alla Vita Eterna e così santificando la sua gente. Sennonché la sua fama di santità e sapienza spinse in quel villaggio folle di penitenti, compresi grandi predicatori, scrittori ed intellettuali di Francia del tempo: oggi è il patrono ed il modello dei parroci del mondo. Quando giunse nei pressi di Ars, nell'autunno del 1817, incontrò un pastorello di nome Antoine Giuivre e gli chiese dove fosse mai il villaggio. Era a 250 metri, oltre la collinetta e l'adolescente gliela indicò. "Grazie Antoine - disse - tu mi hai mostrato la strada di Ars; io ti insegnerò la strada del Paradiso!".

La profezia del Papa
A
d ars ero già stato altre due volte. Da prete giovane per invocare l'intercessione del santo Curato sul mio ministero, e con la comunità Nikodemo quasi vent'anni fa.

Il Papa Giovanni Paolo II - e qui vengo a questo mio viaggio, compiuto un po' in veste di giornalista-investigatore - si recò anch'egli la prima volta da prete giovanissimo, nell'ottobre del 1947. La seconda visita del Pontefice avvenne il 6 ottobre 1986, per pregare con i Vescovi ed i sacerdoti per la Chiesa tutta, per le vocazioni, per i parroci di tutto il mondo. Nel pomeriggio della sua giornata, attorniato dai vescovi, dal clero e dalla gente che sempre si raccoglie al suo passaggio, si trovava sulla collinetta a 250 metri dalla chiesa, dove sorge il monumento che ricorda l'incontro del santo Curato con il berger Antoine… I vescovi stavano confidando al Papa la loro apprensione per il duro inverno di vocazioni che la Francia stava vivendo: seminari vuoti e chiese sguarnite di sacerdoti. Stando ad alcune testimonianze, raccolte proprio nel seminario, il Pontefice avrebbe guardato assorto verso la collinetta che gli stava di fronte. "Quanto costerà questo terreno?", avrebbe chiesto. Il vescovo di Belley: "È di proprietà della Chiesa, Santo Padre!"; e il Papa: "Allora costruitevi subito un grande seminario!". Si racconta che alcuni vescovi si siano guardati l'un l'altro, attoniti, come a dire: "Ma come? Di seminari ne abbiamo e li stiamo chiudendo! Sono i seminaristi che mancano…". Non è detto che qualcuno abbia davvero pensato: "È matto!". È un fatto che nei mesi seguenti il pontefice insistette nell'idea, tant'è che il vescovo, Mons. Guy Marie Bagnard, all'inizio dell'inverno del 1987 annuncerà: "Ad Ars si aprirà un seminario", anche se ciò non equivaleva ancora a costruirne uno… La notizia partì. Per l'autunno del 1988 si presentarono in diocesi ed in parrocchia ben 18 giovanotti che chiedevano di poter iniziare la preparazione al sacerdozio. Pensate che sarebbero stati ordinati tutti quanti nella primavera del 1994! Ma il seminario non esisteva ancora. Che cosa fece il vescovo? Occupò un edificio dedicato a Santa Filomena (particolarmente cara al Curato d'Ars) e vi sistemò i 18 per l'anno propedeutico di discernimento e di fondazione dei propositi e della fede. L'anno successivo i ragazzi erano 40. Le suore francescane vennero convinte a mettere a disposizione il loro "Ospizio della Provvidenza" per ospitare il biennio di filosofia. Successivamente si adattò un albergo, chiamato poi "Maison St. François Régis", per i corsi di teologia. "E' qui dunque che Cristo si è fermato, qui ad Ars, nel tempo in cui Jean-Marie Vianney è stato curato. Si, si è fermato. Ha visto la folla di uomini e di donne del secolo scorso che erano stanchi e scoraggiati, come pecore che non hanno un pastore. (Mt. 9,36) Cristo si è fermato qui come il Buon Pastore. Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio - diceva Jean-Marie Vianney - è il più grande tesoro che il Buon Dio possa donare ad una parrocchia, uno dei più preziosi doni della misericordia divina. E da questo luogo, Cristo ha detto alla Chiesa francese e alla Chiesa sparsa su tutta la terra, come disse ai suoi discepoli in Palestina: la messe da raccogliere è molta, ma i contadini sono pochi. Pregate dunque il padrone del campo perché mandi contadini a raccogliere la sua messe. (Mt. 9,37-38) Oggi, lo dice allo stesso modo, in quanto il bisogno è immenso, pressante." Ars - 6 Ottobre 1986 (segue a pag. 10) (continua da pag. 9) Intanto i candidati al sacerdozio continuavano ad arrivare ed anche il nuovo seminario iniziava ad erigersi sui suoi mattoni rossi.


Il miracolo di Giovanni Paolo II
L
a conclusione dei lavori del seminario, denominato "Foyer Sacerdotale Jean-Paul II", avviene solo con l'ultimo Natale (1998), ma l'opera, pur grandiosa sulla splendida collina antistante il monumento del berger, è insufficiente. Infatti, è in grado di ospitare solo il triennio di propedeutica e di filosofia, mentre i teologi studiano ed alloggiano ancora presso l'albergo dedicato a S. Francesco Régis. I momenti importanti della Messa, adorazione eucaristica e dei pasti vedono i seminaristi tutti riuniti nel refettorio e nella chiesa del nuovo seminario o nella cripta dove l'Eucarestia è sempre esposta per l'adorazione. Quest'anno gli studenti erano ben 125, le ordinazioni oltre una ventina. I sacerdoti provengono da diverse diocesi e solitamente, finiti gli studi, vengono ordinati nella cattedrale di provenienza dal proprio vescovo. Interessante l'orario sereno e austero della vita seminaristica di Ars: ore 6.30, levata; ore 7.00, meditazione e lodi, poi colazione e scuola. Ore 11.30, S. Messa comunitaria, pranzo e ricreazione; ore 14.45, adorazione; ore 16.00, studio, poi vespro, cena e sollievo; ore 21.15 compieta e riposo. Gli studenti di teologia (tre anni più uno di stage presso una parrocchia, con una settimana al mese in seminario) trascorrono il week-end nelle parrocchie limitrofe, collaborando con i parroci e vivendo le prime esperienze pastorali. Chi frequenta il biennio filosofico dedica il mercoledì (giorno di festività scolastica, in quella regione della Francia) al catechismo nelle parrocchie

. I giovani dell'anno di propedeutica non hanno ancora impegni oltre allo studio ed alla loro santificazione.

 

Ancora un miracolo della Grazia di Dio!
S
ono dibattuto da una incertezza: se narrarvi o no una carezza particolare che ho ricevuto in quelle 24 ore, proprio ad Ars… Cedo alla tentazione e vi racconto tutto. Nel pomeriggio, avevo chiesto a Paolo, il mio accompagnatore, di lasciarmi solo. Volevo starmene un po' con Gesù nella grande chiesa del nuovo seminario. Era vuota, dal momento che i chierici erano in vacanza. Dopo un po' di pace, accanto al tabernacolo, sento entrare della gente dietro di me. Qualcuno avanza fino all'altare e con la coda dell'occhio scorgo alcuni giovani in clergyman, che ritenni essere studenti del seminario. Uno di essi si accosta e mi saluta in italiano: mi volto, vedo che sono numerosi, in fondo alla chiesa, come se mi aspettassero; allora esco. Mi trovo circondato da seminaristi e giovani preti con un vescovo, che scoprirò essere il Pastore di Trieste. Uno di loro ha riconosciuto il fuoristrada con la scritta "Campi della Gioventù - Dono degli Ex di Valle Stretta"! Si presenta e tra la gioia del gruppo mi narra la sua storia di cielo. "Lei - mi dice - dieci anni fa predicò gli Esercizi Spirituali ai giovani della diocesi di Trieste. C'ero anch'io e le chiesi di portarmi con sé, nell'estate, ai "Campi", con i ragazzi di Nichelino. Venni, me ne tornai felice e mi presentai al Seminario. Sono prete da un anno ed il vescovo mi ha chiamato come suo segretario".

A questo punto può anche accadere di piangere, pensando ai miracoli che sa fare la Grazia di Dio!
 

"E' qui dunque che Cristo si è fermato, qui ad Ars, nel tempo in cui Jean-Marie Vianney è stato curato. Si, si è fermato. Ha visto la folla di uomini e di donne del secolo scorso che erano stanchi e scoraggiati, come pecore che non hanno un pastore. (Mt. 9,36) Cristo si è fermato qui come il Buon Pastore.
Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio - diceva Jean-Marie Vianney - è il più grande tesoro che il Buon Dio possa donare ad una parrocchia, uno dei più preziosi doni della misericordia divina.
E da questo luogo, Cristo ha detto alla Chiesa francese e alla Chiesa sparsa su tutta la terra, come disse ai suoi discepoli in Palestina: la messe da raccogliere è molta, ma i contadini sono pochi.
Pregate dunque il padrone del campo perché mandi contadini a raccogliere la sua messe. (Mt. 9,37-38)
Oggi, lo dice allo stesso modo, in quanto il bisogno è immenso, pressante."
Ars - 6 Ottobre 1986

 

 
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