Paternitas

 

Ieri e oggi: quale Padre?

Vi siete mai chiesti quanto sia mutata nel corso degli anni la figura ed il ruolo del padre all'interno della famiglia? È sufficiente scambiare quattro chiacchiere con i propri nonni per rendersene conto, attraverso i loro racconti, di quale differenza ci sia fra i loro vissuti di figli prima e di genitori poi e la nostra realtà di figli e genitori futuri. Sicuramente anche il ruolo materno ha subito delle modificazioni, ma ritengo che in modo particolare sia la figura del padre ad aver subito un maggior mutamento. Il padre che ci viene descritto dai nostri nonni è il più delle volte una figura amorevole ma autoritaria, spesso più temuta e riverita che vezzeggiata o coccolata, con la quale si parlava poco e solo di determinati argomenti. Era la figura dalla quale si faceva dipendere il benessere economico della famiglia e tutta la comunità di cui faceva parte era attenta vigilatrice del-l'esecuzione del suo compito. Il padre non si prendeva cura dei figli in tenera età ma iniziava ad occuparsi e a passare più tempo con loro ben più tardi, magari per istruirli sui loro doveri. Senza dubbio queste riflessioni, se vogliamo un po' volutamente generalizzate, trovano fondamento nelle culture e nelle tradizioni dei più diversi paesi: grazie a queste sono comprese, spiegate e da queste si differenziano e si evolvono secondo modalità e tempi differenti. Se distogliamo per un attimo l'attenzione dalla nostra realtà familiare e attraverso la Bibbia ci rivolgiamo alla figura di Dio, come Padre dell'umanità, troviamo anche qui una evoluzione dall'Antico al Nuovo Testa-mento, attraverso la narrazione della storia del popolo di Israele e della sua alleanza con il Signore ci viene presentata la figura del Dio creatore, che ama il suo popolo e per questo lo conduce con la "forza e la potenza del suo braccio", gli da' delle leggi che gli illustrino il cammino, lo guida e lo ammonisce. Il suo popolo lo invoca, loda la sua grandezza, "teme" la sua potenza, ricambia il suo amore con l'osservanza delle leggi e la fede salda. Il popolo di Israele è "figlio", ma Dio non viene mai chiamato da esso Padre, ma Signore. Solo nel Nuovo Testamento Gesù stesso ci chiede di rivolgerci a Dio chiamandolo "Padre" (letteralmente addirittura "papà"), ci presenta Dio come un padre misericordioso che perdona e ha cura per ciascuno dei suoi figli in modo particolare, e ci insegna che il precetto più grande è quello dell' amore: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e tutta la mente; Amerai il prossimo tuo come te stesso". Da questi due precetti dipende tutta la legge (Mt 37-40). Se andiamo a considerare l'evoluzione della figura paterna attraverso i nostri vissuti, emerge sicuramente un "papà" che si è via via dedicato sempre di più a noi, dal nostro concepimento alla nostra crescita, alla nostra educazione e formazione umana e cristiana, un papà più presente, più attento e sensibile con il quale abbiamo instaurato un rapporto di comprensione, amore e fiducia, che ha forse lasciato stupiti i nostri nonni! Quale padre? Dunque non è forse la domanda più appropriata: non appaiono contraddizioni fra un padre di ieri, di 50 o 2000 anni fa e uno di oggi o del futuro, ma solo una crescita personale e del-l'umanità intera verso una sempre maggiore comprensione di Dio e del suo amore verso i figli.

Giovanna Rinaldi

 

Le ali dell'amore

Non arriverà IL VENTO di Natale!
Ci sarà una meravigliosa strenna: l'ultimo libro di Don Paolo Gariglio edito dalla Elledicì. Una carrellata millenaria sul modo di amare dei giovani, vi farà toccare con mano come l'amore è cosa ben più grande e affascinante dei raccontucoli che ci servono i media del nostro tempo!

 
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