Cerca sul sito:



MICRO
La dolcezza divina nella Provvidenza

Chi sei ? Dove vai ? Cosa sarà di te ? Che senso hanno i tuoi giorni ? Che senso ha l’estenuante ricercare della felicità se vivi la tua vita programmando ogni istante, seguendo le mode correnti che ti fanno agognare oggetti materiali che non ti soddisfano appieno, perché il tuo essere è infinito, mentre ciò che la società ti fa desiderare è limitato ? Credere ancora oggi alla Provvidenza divina, può sembrare qualcosa di anacronistico, di incongruente con ciò che ci viene propinato dai potenti mezzi di comunicazione della società odierna, dagli atteggiamenti egoistici che assorbiamo nella vita quotidiana, nel consumismo quotidiano dove tutto ha un suo prezzo, dove tutte le giornate ci vengono rigorosamente programmate. Basti pensare a come è vissuta la concorrenza fra le persone sul lavoro, nella scuola, all’università, quando facendo la spesa si rischia di essere ingannati, ecc. Magari elogi quelle persone che effettivamente sono capaci di fare del bene, che magari ti vengono presentate nel talk-show alla TV, e riconosci che in loro c’è qualcosa di grande ; ma non pensi mai che qualcosa di grande c’è anche in ognuno di noi, in te.

La Provvidenza... ma che sarà mai ? Secondo la spiegazione che si evince dal Catechismo, la “Provvidenza sono quelle disposizioni che esistono nel mondo per portare a compimento il disegno di Dio che è iniziato con la creazione” (CCC 302). Dio ha sì creato il mondo, ma ciò che il mondo dovrebbe essere secondo il suo progetto, deve ancora venire ; ed egli agisce continuamente nella storia. Ma l’azione di Dio nella storia può avvenire attraverso gli uomini, attraverso proprio le nostre azioni. Dio non ha creato il mondo in modo completo e perfetto, ma ha voluto che anche noi uomini, partecipassimo con Lui alla creazione, con una nostra libera scelta. La creazione la compiamo ogni giorno, in ogni cosa che facciamo, sia che lavoriamo, studiamo, riposiamo o eseguiamo qualsiasi altra azione. Forse questo può suonare strano, eppure è proprio così : vivendo la propria vita inserita nella vita di Dio, seguendo l’insegnamento che ci ha dato per mezzo del suo Figlio. Siamo noi stessi che possiamo decidere di cooperare alla Provvidenza divina, oppure decidere di non farlo. In questo a noi uomini è lasciata ampia libertà. É quindi soprattutto necessario saper discernere quale può essere il modo di compartecipare con Dio alla realizzazione del Suo progetto.

Bisogna saper discernere tra i propri desideri, tra quelli che magari il mondo di oggi ha reso atrofizzati quelli che ci vengono proposti dalla pubblicità, e i sogni grandi quelli per i quali vale la pena lo spendere il proprio tempo, le proprie energie, la propria vita. Purtroppo a volte abbiamo paura di uscire da noi stessi, paura del giudizio altrui, paura di affrontare gli ostacoli che sembrano più impervi ; soprattutto penso abbiamo perso l’umiltà di ammettere di aver bisogno di Dio e degli altri, e allora pensiamo di realizzare dei progetti senza tener conto di Dio. L’uomo individualista ed egoista del 2000 rischia di dimenticare modelli come S. Francesco, che ha rimesso tutta la sua vita nelle mani di Dio per poter partecipare meglio al suo progetto ed essere collaboratore della Provvidenza, o come madre Teresa di Calcutta, un esempio più vicino a noi, che hanno saputo essere strumenti della Provvidenza divina. Invece Dio riesce lo stesso con la dolcezza del suo Amore a far proseguire la storia lungo la strada da Lui scelta.

Questo può sembrare strano, perché guardandosi attorno può sembrare difficile scorgere l’azione di Dio : quante sofferenze, quanto dolore, quanto male c’è ancora nel mondo ! E soprattutto quanta indifferenza nelle persone che sembrano continuare ad andare avanti come se niente fosse.
Ma malgrado tutto, Dio continua ad agire nella storia, pur permettendo all’uomo di scegliere il male e di compierlo anche a danno dei suoi simili. Ed è attraverso quelle grandi personalità citate qui sopra che si mostra tutta la grandezza e la dolcezza dell’agire divino nella storia : un Dio che non abbandona l’uomo al suo destino, ma che continua a seguirlo, a prendersi cura di lui, che lo vuole accanto a sé. Ecco allora che tutto ciò che facciamo avrà una portata grandissima, e non resta limitata al solo gesto compiuto, se leggiamo la realtà con questi occhi. É però difficile riuscire a capire queste cose se restiamo arroccati nelle proprie zone di comfort e non si riesce a scendere dal cavallo del proprio egoismo, al contrario di quello che fece san Francesco, che scese dal suo cavallo per portare aiuto al lebbroso.

 

 Davide Cappuccelli

 

In libreria questa estate.
Sarà inviata ai lettori de IL VENTO in sostituzione della monografia 36
Leggibile online!
 
Pagina precedente  | Pagina successiva  | Home Page  | Scarica PDF  |
"Questa pagina web è stata creata come esercizio da Carlo Auricchio, allievo del corso UNI3-Nichelino di Informatica Avanzata"
 

Informativa sull'utilizzo dei cookie.
Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione (propri e di altri siti) per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di pił o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Se clicchi su OK oppure chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie. Ti ricordiamo che la mancata accettazione dei cookie tecnici potrebbero impedire alcune funzionalitą di questo sito.